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Una testimonianza speciale

Ci sono giorni in cui mi chiedo se ne vale davvero la pena far di tutto per creare un reale supporto per le donne, soprattutto le donne in gravidanza [qualche momento di sconforto capita a tutti no?!]. Poi però per fortuna arrivano, come un fulmine a ciel sereno, parole d’amore che mi riempiono il cuore di gioia. Da donna a donna.
Così riparto ancora più forte di prima, sicura che il mondo si possa davvero cambiare una nascita alla volta.

Grazie Giulia. Grazie piccola B. Il mio inizio in questo mondo di cura e sostegno lo devo anche a voi.

“Il mio Blessingway è stato il 29 luglio 2019.. O forse no..

Il mio Blessingway è iniziato intorno a maggio / giugno 2018,quando Pamela mi ha parlato di questa cerimonia di donne per celebrare una donna, una mamma. L’idea che un rito di passaggio possa segnare la nascita di una madre mi commosse ed entusiasmò, per cui ero felice di partecipare al suo anche se ancora acerba dal punto di vista nozionistico. Così il 26 luglio 2018 feci l’unica cosa possibile, mi ci immersi totalmente e ne fui pervasa. Quella serata fu indimenticabile, rammento colori, suoni, odori e tutta l’amorevolezza di un cerchio di donne. Potente, tanto potente. Tornai a casa con un’energia nuova e una pietra a forma di cuore, consapevole di averla scelta per Pamela e la sua bimba, ma fiduciosa che potesse aiutarmi in qualche modo a realizzare il mio desiderio di essere madre.

Il mio Blessingway è iniziato in ogni incontro con Pamela e la sua bimba, soprattutto in quella volta in cui ho chiesto alla piccolina di provare a vedere se un angioletto come lei potesse venire da noi e il 5 gennaio 2019 nella cucina di Pamela, quando quattro donne (anche se non sapevo ancora che sarei stata madre di una bimba) si sono strette in un profondo abbraccio carico di commozione, complicità e sostegno.

Il mio Blessingway è durato per tutti i nove mesi di gravidanza grazie ad ogni gesto, ogni parola di Pamela che ha accompagnato me e la mia piccolina.

Il mio Blessingway è stato il 29 luglio. Pamela e altre sette donne per me fondamentali hanno dato vita a un momento di una sacralità difficile da esprimere a parole: mi sono sentita avvolta dall’amore, ho ascoltato i racconti di altre donne e madri, ho ricevuto doni e attenzioni. Mi sono sentita bambina, donna e madre nello stesso momento. Profondamente connessa a ognuna di loro.

Il  mio Blessingway è stato il 29 agosto quando è arrivata la mia piccolina. Ha accettato di essere accolta in casa circondata da donne, tre ostetriche, tre angeli, dal suo papà, dalla potenza delle altre donne che prima di me aveva partorito in casa maternità e dalle donne che erano con noi il 29 luglio. Abbiamo portato ogni regalo con noi. Ho letto e riletto ogni messaggio, guardato ogni candela e il mandala di Pamela, cercato di ricordare ogni parola, tenuto con me la collana del travaglio e come un mantra ho ripetuto il messaggio di Pamela “cavalca l’onda”.
Il mio Blessingway dura ancora oggi, faccio tesoro di ogni promessa, di ogni consiglio, di ogni parola di conforto (e in questi tre mesi ne ho avuto tanto bisogno). Le donne della mia vita continuano ad essere al mio fianco e mi permettono di essere forte.

Ringrazio Pamela per avermi permesso di vivere tutto ciò e so che non lo farò mai abbastanza.

Ringrazio la bimba di Pamela perché mi ha  davvero ascoltata tanto che la mia bimba è arrivata il giorno prima del suo primo compleanno!

Auguro ad ogni donna di vivere il blessingway così come l’ho vissuto io, non una volta ma ogni volta che è necessaria l’energia forte e potente del femminile.

Giulia, donna e madre di B.”

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