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IL BAMBINO IN GREMBO

Tra emozioni, vissuto e circolarità.

 

La creatura che vive nel grembo materno sperimenta un costante stato di circolarità, attraverso la connessione fisica ed emotiva presente tra lei e la madre, ma non solo. Tutti i suoni che la avvolgono richiamano ad una sorta di circolarità, basti pensare al battito e al respiro della mamma, sempre ritmicamente presenti, trasmettono a questa nuova vita che cresce un senso di sicurezza e continuità. Prendendo in considerazione il feto appare doveroso ricordare che tutti noi arriviamo da un ventre materno, e questo ventre ci ha custoditi dentro di sé permettendoci di vivere in simbiosi con nostra madre, partecipando ad ogni suo pensiero, sentimento e comportamento, adattandoci ai suoi ritmi e intonazioni. Abbiamo provato le sue stesse emozioni, ma dato che il nostro sistema nervoso ed endocrino era diverso dal suo, abbiamo potuto anche sviluppare emozioni e stati d’animo diversi dai suoi, distinguendo così i messaggi di nostra madre (reagendo oppure ignorandoli) ma pur sempre ricordandone il contenuto.

 

“Eravamo in risonanza con lei ma eravamo comunque
due persone distinte se pur in un unico corpo,
ognuno conservava in sé il proprio destino”

(Gravidanza consapevole, il compito della donna: costruire un mondo migliore – Bianca Buchal)

 

“Eravamo un po’ come il ‘grano e la terra‘”

(Nove mesi in paradiso – Alfred A. Thomatis)

 

Il bambino in utero è sempre stato al centro di numerosi studi e ricerche finalizzate a capirne le condizioni, l’emozioni e anche il temperamento. Si è arrivati al punto di scoprire che il feto è sensibile, emotivo, intuitivo, sa ascoltare, ha capacità cognitive e sa analizzare le situazioni. Inoltre, è in grado di acquisire informazioni ed elaborarle nonché di dialogare con la madre. È molto importante sapere che tutte le informazioni che arrivano al feto vengono diffuse molto lentamente, ma con marcata sicurezza.
Ciò vuol dire che ogni evento, ogni imprinting, vengono integrati nel cervello del neonato con grande forza.

Oltre al nutrimento fisico appare così indispensabile occuparsi anche del nutrimento emotivo ed emozionale del feto con una dieta a base di interazione, comunicazione e affetto. Un affetto vivo, presente e costante.

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