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IL CORDONE OMBELICALE, I POLMONI E IL RESPIRO DEL BAMBINO

breedownes_doula_photographer

Una madre respira per due

Quando sei incinta una delle tante frasi che qualcuno prima o poi ti dirà solitamente è: “mangia tanto che devi mangiare per due!”.
Ecco ad oggi sappiamo che non è proprio così e che forse questa credenza andrebbe sostituita con un’importante verità come “Mamma respira con cura che ora devi respiri per due!”.
Una madre infatti, respira anche per la creatura che porta in grembo, ma ci tengo a ricordare che, non respira solo ossigeno, ne “respira” anche le emozioni (ma di questo argomento ne riparleremo).

Il bambino prima di nascere vive così in un moto perpetuo detto “ il grande vento della respirazione ” dove la respirazione della mamma non lo ha mai abbandonato neanche per un secondo.
E’ così che nel ventre materno si sviluppa un mondo basato sull’unità, un dolce cullare continuo che ha come colonna sonora il respiro e il battito del cuore.

L’amorevole placenta

Frédérick Leboyer, nel suo libro ”Per una nascita senza violenza” ci ricorda, in merito alla placenta del bambino che:

“La placenta funziona per lui anche da polmone.
Il sangue vi arriva e ne riparte attraverso il cordone ombelicale che è costituito semplicemente da tre vasi, una vena e due arterie, dentro una guaina.
Il sangue si rigenera nella placenta, non a contatto dell’aria bensì a contatto del sangue materno, che a sua volta, nei polmoni….”

In pratica, il bambino attraverso la vena del cordone ombelicale, riceve dalla madre le sostanze che gli servono per vivere (ossigeno e nutrimenti) e restituisce alla madre (attraverso le due arterie del cordone ombelicale) le sostanze di scarto che verranno espulse da quelli attraverso i suoi polmoni, l’urina e le feci.
La placenta ha inoltre il compito di tenere separati i circoli sanguigni del bambino e della madre, permettendo inoltre lo scambio dell’ossigeno, delle sostanze nutritive e delle sostanze di scarto dovute alle funzioni vitali del bambino.

La respirazione del bambino nella nascita e dopo

Durante il passaggio della nascita il bambino viene ossigenato dai polmoni e dal cordone ombelicale. In effetti possiamo dire che sono due sistemi che funzionano alla perfezione insieme dandosi il turno a vicenda.
Il cordone continuerà quindi a pulsare fino a quando i polmoni non lo avranno interamente sostituito.
Così, nel corpo del nascituro, vi è il tempo necessario affinché il sangue possa abbandonare la strada conosciuta sino a quel momento ed iniziare ad intraprendere la circolazione polmonare.
Quindi no, dopo la nascita non è necessario tagliare immediatamente il cordone ombelicale.
Concretamente vorrebbe dire privare in modo brusco,troppo brusco, il cervello dall’ossigeno e liberare in un istante quattrocento milioni di alveoli polmonari provocando così una sorta di bruciatura che pervade realmente tutto l’Essere.
Provate ad immaginarvi per un istante al posto di questa creatura. Potete intuire come una condizione simile possa essere accompagnata da uno stato di panico, paura e allarmismo generale?
(Mi spiace se questa descrizione può apparire un pò cruda, ma è ciò che realmente succede in quel momento e saperlo è il primo passo per permettere alle future mamme e papà di prendere delle scelte in modo amorevolmente consapevole).
Quindi, approfittando delle parole di Frédérick Leboyer che ci ricordano come:
“Tagliare il cordone al primo grido è lo stesso che ritirare la mano ai primi passi.”

Possiamo dire che numerosi studi ormai hanno dimostrato come il taglio ritardato del cordone apporti numerosi benefici nel neonato, tra i quali:

  • consentire al sangue che ancora si trova nella placenta di arrivare completamente al bambino,
  • prevenire l’ipoglicemia,
  • favorire un adeguato adattamento alla vita fuori dal pancione,
  • diminuisce la comparsa di anemie.

Se ti stai chiedendo se può essere pericoloso per la mamma, la risposta è…no!
Anzi, mamma e bambino resteranno uniti così ancora per un pò, favorendo:

  • l’attaccamento al seno,
  • il distacco della placenta,
  • il legame di attaccamento.

Ecco qua una panoramica del mondo della respirazione del bambino in utero,durante il parto e alla nascita.

Sai,alcune leggende dicono che l’anima entra nel corpo solo al momento della nascita, proprio nel momento esatto del primo respiro.
E’ proprio nel primo respiro che si registrano in noi informazioni importanti in merito all’accoglienza, alla vita, all’amore e all’indipendenza. Informazioni che vanno a segnare tutti i nostri respiri futuri, pazzesco non trovi?!

Nasci e respiri in questo mondo nuovo. Respiri e nasci in questo mondo pieno di contrari.

Pamela Pirisi

Photo : @breedownes_doula_photographer
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